Figure ambigue

Cubi che cambiano numero: tre oggetti o una struttura sola?

Di Redazione Illudimi · Aggiornato il 21 giugno 2026 · Lettura 6 minuti

Tre elementi affiancati che puoi contare come tre cubi in fila, oppure vedere come un'unica struttura continua a gradini. Non cambia la profondità, non cambia l'identità degli oggetti: cambia quanti oggetti ci sono.

È un tipo di ambiguità più raro degli altri e per questo particolarmente istruttivo.

Puoi vedere tre cubi oppure una struttura a gradini: l'interpretazione oscilla.
Come verificarlo: Le facce non dicono da sole dove finisce un cubo e comincia l'altro.

Che cosa c'è davvero nell'immagine

Il disegno è composto da una serie di facce romboidali con tre livelli di grigio. Nessuna linea indica dove finisca un oggetto e cominci il successivo: le facce si toccano senza separazioni.

La verifica consiste nel provare a contare. Prova a dire quanti oggetti vedi, poi guarda di nuovo cercando di vederne un numero diverso. Nella maggior parte dei casi ci riuscirai.

Come funziona

Prima di riconoscere qualsiasi cosa, il sistema visivo deve dividere la scena in unità: decidere quali porzioni dell'immagine appartengono allo stesso oggetto. Questa operazione, chiamata segmentazione, avviene prestissimo e normalmente in modo automatico.

Gli indizi che la guidano sono la continuità dei contorni, la somiglianza di colore e texture, la chiusura delle forme. In questa figura tutti questi indizi sono ambigui: le facce hanno colori che si ripetono regolarmente, i contorni proseguono senza interruzioni, e non c'è nessuna chiusura che delimiti un singolo cubo.

Il risultato è che il sistema può raggruppare le facce in modi diversi, tutti coerenti. La scena non contiene l'informazione necessaria per decidere quanti oggetti ci siano, e la percezione oscilla tra le alternative.

Curiosità

Questo tipo di ambiguità è particolarmente interessante perché mostra che il conteggio degli oggetti non è un dato primario della percezione, ma il risultato di una decisione. Normalmente non ce ne accorgiamo perché nelle scene reali gli indizi di segmentazione abbondano.

Lo stesso problema si presenta nella visione artificiale, dove separare oggetti adiacenti dello stesso colore è uno dei compiti classicamente difficili. Le difficoltà dei sistemi automatici e le ambiguità della percezione umana derivano spesso dagli stessi limiti dell'informazione disponibile.

Aggiungendo un piccolo spazio tra le figure l'ambiguità sparisce immediatamente: bastano pochi pixel di sfondo perché la segmentazione diventi ovvia. È una buona dimostrazione di quanto poco serva, in condizioni normali, per risolvere il problema.

Prova a cambiare qualcosa

Prova a contare gli oggetti guardando prima le facce chiare, poi quelle scure: il raggruppamento che ne risulta è diverso, e con esso il conteggio.

Copri poi mentalmente le facce laterali lasciando solo quelle superiori: la struttura si legge molto più facilmente come una superficie continua a gradini.

In breve

Nei cubi ambigui l'incertezza riguarda la segmentazione: quante unità separate contiene la scena. Senza indizi che delimitino i singoli oggetti, il sistema visivo può raggruppare le facce in più modi, tutti coerenti.

Questo articolo ha finalità divulgative ed educative. Descrive fenomeni percettivi generali e non costituisce un parere medico. Alcune immagini ad alto contrasto possono causare affaticamento visivo: se una figura ti dà fastidio, smetti di guardarla. Se noti cambiamenti improvvisi o persistenti nella tua vista, rivolgiti a un medico o a un oculista. Leggi il nostro disclaimer completo.