Griglie e movimento

Griglia di Hermann: le macchie grigie negli incroci

Di Redazione Illudimi · Aggiornato il 19 giugno 2026 · Lettura 6 minuti

Quadrati neri separati da corridoi bianchi. Agli incroci dei corridoi compaiono macchie grigiastre. Guarda direttamente uno di quegli incroci: lì la macchia sparisce, mentre continua a comparire in tutti gli altri.

Questo comportamento — l'effetto esiste solo dove non stai guardando — è la firma inconfondibile della visione periferica.

Agli incroci bianchi compaiono macchie grigie che non sono disegnate.
Come verificarlo: Guarda un incrocio direttamente: la macchia sparisce solo lì.

Che cosa c'è davvero nell'immagine

L'immagine contiene solo quadrati neri disposti regolarmente su fondo chiaro. Tutti i corridoi tra i quadrati hanno lo stesso identico bianco, agli incroci come altrove. Non c'è alcuna macchia disegnata.

Per verificarlo copri tutti i quadrati tranne quattro attorno a un incrocio: la macchia sparisce, perché sono i quadrati circostanti a produrla. Oppure ingrandisci molto l'immagine su un incrocio: il bianco è uniforme.

Come funziona

La retina non ha una risoluzione uniforme. Al centro, dove punti lo sguardo, l'analisi è finissima e ogni unità di elaborazione esamina una porzione minuscola di immagine. Allontanandosi dal centro, ogni unità integra l'informazione proveniente da un'area sempre più ampia.

In periferia, quindi, un incrocio viene analizzato "grossolanamente", insieme a una porzione consistente di ciò che lo circonda. Un incrocio è circondato da più bianco rispetto a un tratto di corridoio, perché confina con quattro corridoi invece che con due. Questo squilibrio, attraverso l'inibizione laterale, produce una stima di luminosità più bassa: percepisci una macchia scura.

Quando guardi direttamente l'incrocio, entra in gioco l'elaborazione ad alta risoluzione della zona centrale, che analizza l'area con precisione e non produce alcun errore. La macchia svanisce esattamente lì e solo lì.

Curiosità

La griglia fu descritta a metà Ottocento e per oltre un secolo è stata l'esempio da manuale dell'inibizione laterale. Studi più recenti hanno però mostrato che la spiegazione classica non rende conto di tutti i dettagli: per esempio, l'effetto si indebolisce nettamente se le linee della griglia vengono leggermente curvate, cosa che l'inibizione laterale da sola non prevede.

Questo ha portato a proporre modelli che coinvolgono anche fasi successive dell'elaborazione, sensibili all'orientamento. È un buon esempio di come una spiegazione consolidata possa essere rivista senza che il fenomeno smetta di essere reale.

L'effetto dipende molto dalla scala: esiste una dimensione ottimale della griglia rispetto alla distanza di osservazione. Avvicinandosi o allontanandosi troppo, le macchie si attenuano.

Prova a cambiare qualcosa

Muovi lo sguardo lentamente da un incrocio all'altro: vedrai le macchie apparire e sparire seguendo il tuo sguardo, sempre in ritardo di un passo. È un'esperienza curiosa e vale la pena farla con calma.

Prova poi a inclinare la testa di quarantacinque gradi: l'effetto si attenua, perché l'orientamento della griglia rispetto agli assi del sistema visivo conta.

In breve

Le macchie della griglia di Hermann compaiono solo in periferia, dove l'analisi visiva integra aree più ampie e gli incroci risultano circondati da più bianco. Guardarle direttamente le fa sparire.

Questo articolo ha finalità divulgative ed educative. Descrive fenomeni percettivi generali e non costituisce un parere medico. Alcune immagini ad alto contrasto possono causare affaticamento visivo: se una figura ti dà fastidio, smetti di guardarla. Se noti cambiamenti improvvisi o persistenti nella tua vista, rivolgiti a un medico o a un oculista. Leggi il nostro disclaimer completo.